Un parco di divertimenti in Sicilia per aumentare l’offerta turistica

Anche il Sud vuole inserirsi come territorio leader nel turismo dei parchi di divertimento a tema.

La Sicilia, in particolare, punta su Taormina. “Esiste già un progetto di massima – ha detto il governatore Nello Musumeci – ma manca soltanto qualcuno disposto a credere ad un investimento che sicuramente darebbe una grande spinta al turismo siciliano”. Circola voce anche di un potenziale investitore. Si tratta di John Hanna del gruppo Basalt che ha manifestato la sua disponibilità spiegando che “sarebbe perfetto”.

La localizzazione, nello specifico, è stata individuata nel comune di Fiumefreddo, ai piedi di Taormina.

Un grande parco di divertimenti in Sicilia contribuirebbe a diversificare un’offerta turistica già estremamente appetibile.

Oltre al mare, l’arte, l’enogastronomia e un territorio incantevole, la Sicilia potrebbe acquisire ulteriori visitatori grazie al turismo del divertimento. Inoltre, a garantire il successo dell’iniziativa, sarebbe sicuramente il clima della Sicilia che non ha eguali rispetto ad altri territori.

I numeri dei grandi parchi europei sono in crescita. Stessa situazione riguarda l’Italia. Gardaland, che è il primo parco per grandezza e visitatori del nostro paese, si trova all’ottavo posto nella lista dei parchi europei in termini di guadagni.

La Sicilia ha tutte le carte in regola per inserirsi in questo nuovo mercato.

Per non parlare di Taormina (il luogo dove poter costruire la nuova struttura), che non potrebbe essere considerata nemmeno la cornice del parco, ma è già da sola in grado di attrarre i turisti con la sua offerta di mare, arte, storia e cultura. Un parco di divertimento ai livelli di Gardaland in Sicilia garantirebbe decine di nuovi posti di lavoro e uno sviluppo del territorio anche nel tema della sostenibilità. 

Una curiosità. Sapete qual è il parco dei divertimenti più antico d’Europa?

E’ il parco di “Dyrehavsbakken” ed è situato a Klampenborg, in Danimarca. Fu fondato quando William Shakespeare era ancora in vita e risale a più di 400 anni fa.

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