Monumento naturale in Sardegna, la Roccia dell’Orso

Un velo di mistero circonda il capo dinanzi al parco dell’arcipelago della Maddalena, che prende il nome da una meravigliosa scultura naturale che ricorda la sagoma di un orso che guarda verso il mare. La bellezza in questione è la Roccia dell’orso, chiamata comunemente Capo d’Orso, le cui origini dipendono dall’azione erosiva dei venti che l’anno colpita per milioni di anni.

Ammirare da vicino l’enorme roccia è d’obbligo se ci si trova in Sardegna, in particolare nella zona di Palau. E non pensate sia difficile raggiungerla!

Basta percorrere un rigoglioso sentiero per ritrovarsi a pochi passi dalla roccia, la quale è situata in sommità su un rialzo granitico a oltre 120 metri di altezza, quasi a custode della città di Palau, località turistica rinomata, vicinissima alla Costa Smeralda per altro.

Lo stupore è assicurato! Nessuno conosce la vera essenza di questa particolare scultura naturale, le ipotesi sono molteplici, le tradizioni e i miti non da meno…

E se fosse qualcosa di più di una semplice dono di madre natura?

 Il mistero si infittisce quando lo scrittore Victor Berad definisce Capo d’Orso l’unica località del Mediterraneo identificabile con la terra dei Lestrigoni, ovvero quella terra dove secondo il poema epico dell’Odissea, Ulisse sarebbe approdato per approvvigionare le sue 3 navi in una fonte detta “Artacia”. Durante la sosta secondo il poema fu catturato dal re dei Lestrigoni, un popolo di antropofagi che banchettarono con i suoi uomini e distrussero con la sola forza bruta 2 delle sue navi, costringendolo a ripartire impetuosamente con l’unica imbarcazione rimastagli.

Inoltre la storia racconta Tolomeo fornì le coordinate geografiche, definendo la roccia come Poromontorium Arcti, ovvero “Promontorio dell’Orso”, un nome che oggi risuona ancora tra le voci della gente.

Famosa, dunque per la sua forma indubbiamente ravvisabile merita di essere visitata!

Dopo un selfie con l’orso potreste dedicarvi alla scoperta delle tombe di Giganti di Li Mizzani e di Sajacciu!