La leggendaria mano di Pentidattilo

Può una sola mano sorreggere un paese?

Forse sembrerà impossibile, ma il borgo calabrese di Pentidattilo è la risposta inaspettata a questa domanda!

Con sorpresa e stupore a pochi chilometri da Melito Porto Salvo, arroncato sulla rupe del Monte Calavario, sorge il famoso “borgo fantasma” di Pentidattilo, caratterizzato da una forma particolare e suggestiva simile al palmo di una mano ciclopica, fatta di pietra, che richiama con ardore il suo nome, derivante dal greco “penta daktylos”, ovvero “cinque dita”.

Luogo fantastico, ma per molti anni dimenticato!

Oggi con le sue meravigliose viuzze storiche, ricche di botteghe, negozietti e antiche chiese, è riuscito a rialzarsi, regalando ogni anno a tanti turisti emozioni uniche.

E camminando fra i ruderi del castello, sarete avvolti dalla leggenda della nota “Strage degli Alberti”, compiuta nella notte di Pasqua del 1686, quando il barone Bernardino Abenavoli, irato per le mancate nozze con Antonietta Alberti, fece trucidare dai soldati tutta la famiglia Alberti, tranne la sua “amata” e il suo sposo.

Si narra che dopo l’evento tragico, Antonietta si dedicò a vita spirituale nel convento di clausura e ancor oggi nelle notti di forte vento, tra le gole della “mano del Diavolo” molti turisti affermano di aver udito le urla di dolore degli Alberti.

Ma non solo storia e leggenda!

Da qui, è inoltre possibile organizzare un suggestivo percorso naturalistico nel paesaggio rupestre che si propaga oltre la rupe.

Che dire, visitare Pentedattilo, non potrà che regalarvi un’esperienza indimenticabile!

E non dimenticare di assistere al famoso Pentedattilo Fil Festival in estate e al Festival della Fotografia “La misura del paesaggio” a novembre!

 

 

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